Un borgo medievale con un gioiello romanico al suo interno

Il Castello di Querceto è uno dei borghi medievali meglio conservati del territorio di Montecatini Val di Cecina, sorto su uno sperone roccioso del colle Montaneo e documentato fin dall’XI secolo come appartenente alla diocesi di Massa Marittima. Le più antiche fonti documentali lo attestano alla fine del XII secolo, quando era possesso dei nobili di Querceto, poi ceduto ai vescovi di Volterra con i diplomi di Enrico VI del 1186 e di Federico II del 1224, e infine sottomesso liberamente al Comune di Volterra il 20 agosto 1252. La sua importanza era insieme militare ed economica: riusciva a fornire fino a 600 armati al Comune di Volterra, mentre nel sottosuolo erano presenti rame, argento, mercurio e le “moie”, sorgenti di acqua salata.
Il borgo subì vicende drammatiche nel corso del Quattrocento, con il saccheggio del 1431 ad opera delle truppe del Duca di Milano e la distruzione pressoché totale del 1447 per mano delle truppe di Alfonso d’Aragona, che rasero al suolo tutte le abitazioni risparmiando solo il castello. Nel 1543 si insediò a Querceto la famiglia Lisci, rimasta proprietaria fino al 1814, anno in cui il borgo passò per via ereditaria a Carlo Leopoldo Ginori. Il castello attualmente visibile fu edificato agli inizi del Novecento per volontà del conte Lorenzo Ginori, che nel 1907 decise di ricostruire una dimora per la propria famiglia nel luogo dove sorgeva la residenza signorile medievale.

All’interno del borgo si trova la Pieve di San Giovanni Battista, costruita nel XIII secolo all’interno delle mura del castello in sostituzione di una più antica chiesa in aperta campagna. La pieve, prima documentata nel 1231, è una costruzione a capanna in filari regolari di piccole bozze di pietra arenaria, con un semplice portale sormontato da una maiolica delle Manifatture Ginori dell’inizio del XX secolo. L’interno a capriate e navata unica era concluso da un’abside semicircolare, oggi sostituita da un coro quadrangolare, con un transetto i cui capitelli mostrano una varietà decorativa notevole, tra grosse foglie acquatiche e caulicoli, con il capitello della semicolonna destra che reca i simboli degli evangelisti Marco, Matteo e Giovanni.
