Un sito di archeologia industriale immerso nel bosco

Diga del Muraglione

La Diga del Muraglione è uno dei più affascinanti esempi di archeologia industriale ottocentesca del territorio toscano, costruita nel 1884 come riserva idrica destinata al lavaggio del rame estratto dalla vicina miniera di Caporciano. La struttura è ubicata in una zona boschiva alle pendici del Monte Massi, a circa 500 metri di quota sul livello del mare e a circa 500 metri di distanza dall’insediamento minerario, ed è censita al Registro Italiano Dighe con il numero 1810. Si tratta di una diga in muratura con i due paramenti esterni di spessore decrescente dal basso verso l’alto e un nucleo centrale “a sacco” in muratura di pietrame mista a terra, fondata direttamente sul substrato roccioso.

La storia della diga è emblematica dei limiti tecnologici dell’epoca: le tecnologie disponibili non permisero di valutare correttamente la permeabilità del terreno, che non consentì la tenuta delle acque, e l’invaso non fu praticamente mai utilizzato. Fu costruito a valle un secondo invaso denominato il Margone, in terreno argilloso e impermeabile, che servì allo scopo originario. Abbandonata per decenni e completamente inghiottita dal bosco, la diga è stata acquisita dal Comune di Montecatini Val di Cecina nel 2000, insieme all’intera area mineraria, ed è oggi oggetto di un progetto di recupero che la inserirà nel contesto del costituendo Museo delle Miniere.

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